Benvenut*, oggi è il 17 giugno 2024

“L’eterna clessidra dell’esistenza viene sempre di nuovo capovolta e tu con essa, granello della polvere!". Non ti rovesceresti a terra, digrignando i denti e maledicendo il demone che così ha parlato? Oppure hai forse vissuto una volta un attimo immenso, in cui questa sarebbe stata la tua risposta: "Tu sei un dio e mai intesi cosa più divina". Se quel pensiero ti prendesse in suo potere, a te, quale sei ora, farebbe subire una metamorfosi, e forse ti stritolerebbe; la domanda per qualsiasi cosa: "Vuoi tu questo ancora una volta e ancora innumerevoli volte?" graverebbe sul tuo agire come il pensiero più grande! Oppure, quanto dovresti amare te stesso e la vita, per non desiderare più alcun'altra cosa che questa ultima eterna sanzione, questo suggello?
(Friedrich Nietzsche, Die fröhliche Wissenschaft, La gaia scienza, posizione 341, 1882)

 

Presentazione

Andare dallo psicologo psicoterapeuta e in particolare dallo psicologo analista non significa prendersi un impegno senza fine. Questo può scoraggiare chi avrebbe bisogno di una cura e magari rinunciarvi per paura di non potersela permettere economicamente, ma pensare solo in termini di tempo e di costo è fuorviante. Iniziare un percorso personale prevede una relazione attraverso la quale ritrovare un sufficiente benessere psicofisico in un possibile processo individuativo. Questo non può essere deciso in modo esatto e assoluto, ma richiede la condivisione e il confronto tra le persone coinvolte nel processo analitico e terapeutico, essenzialmente una relazione emotivamente e tecnicamente orientata.

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Trovarsi bene con il proprio psicologo analista è importante, altrettanto riuscire a costruire un rapporto di fiducia e conseguentemente una buona relazione terapeutica, perciò non è necessario sentirsi in ogni momento a proprio agio durante le sedute. L'obiettivo del trattamento è riscoprire attraverso la propria voce, le proprie attitudini, anche quelle attitudini meno sperimentate nonché le energie psichiche che ci appartengono per raggiungere una possibile trasformazione. Il criterio più importante da considerare nella scelta dello psicologo analista è se il processo terapeutico riesce a darvi complessivamente buone “sensazioni”. All'inizio può essere di aiuto condividere un termine di almeno quattro o cinque sedute per poter decidere come e se proseguire il percorso intrapreso. La ricerca scientifica, in tal senso, ha chiarito che l'80% di chi si rivolge alla psicoanalisi e alla psicoterapia a fronte di problemi personali, familiari, lavorativi, esistenziali riesce a trovare un apprezzabile sollievo e che i cambiamenti ottenuti sono significativamente durevoli.[1] Lo psicologo analista si predispone a instaurare e costruire una relazione significativa ed emotivamente vitale. Ha una esperienza umana sufficiente per comprendere e contenere i vissuti emotivi e affettivi che possono emergere durante le sedute. Ha una preparazione personale e teorica adeguata alla complessità della psiche ed è in grado di usarle a favore delle necessità (Ananke)[2] del paziente.

Vincolo di unione Escher[Vincolo di Unione (1956) - Maurits Cornelis Escher]

Non dobbiamo dimenticare che un percorso analitico non è “fare quattro chiacchere”. Non è dare consigli. Non è solo attenzione positiva e incondizionata. Anche se non è un errore dare conforto e sostegno ciò non è, di per sé, psicoterapia. Non è necessario sentirsi in ogni momento appagati e sereni durante le sedute. Se le osservazioni del terapeuta non vi provocassero mai neanche il più piccolo disagio, probabilmente non si attiverebbe alcuna trasformazione. Gli aspetti della personalità[3] che possono portare a scegliere una psicoanalisi o una psicoterapia possono comprendere i comportamenti, le sensazioni, le percezioni, i pensieri, i sentimenti che possono essere avvertiti come frustranti, inappropriati e in alcuni frangenti soverchianti. Non si riesce a capire perché ci si senta così arrabbiati, depressi, perseguitati o impauriti. Perché ci si sente inutili, degli impostori, odiati, che nessuno possa volerci bene, viceversa che tutti, immeritatamente, ci amino. Magari ci si sta rovinando la vita abusando di sostanze stupefacenti o con il gioco d'azzardo nonostante si abbia il desiderio di smettere, oppure ci si lava le mani fino a rovinarsele, perfettamente coscienti di quanto tutto ciò non abbia apparentemente uno specifico motivo. Si potrebbe essere aggressivi fisicamente o psicologicamente con la persona che si giura di amare. Allontanare da sé le persone con i propri atteggiamenti supponenti e orgogliosi, o rovinare con le proprie mani tutte le chance di successo sociale e professionale, eppure si è i primi a notare negli altri questi comportamenti distruttivi. Ci si lascia coinvolgere in relazioni che fanno soffrire, che ci feriscono e ogni volta che si subiscono gli abusi e l'insensibilità del partner si giura di non rifare mai più quell'errore, ma che inesorabilmente ripetiamo senza poterlo evitare. Oppure all'improvviso il cuore inizia battere all'impazzata, ci manca il respiro, si inizia a sudare e ci si trova paralizzati dalla paura di fronte alla porta di uscita da casa o di un ascensore. Spesso si è consapevoli di essere infelici senza poterselo spiegare da soli. Per qualche ragione non si riesce a cambiare né chiedere un adeguato aiuto. Ci può succedere nella relazione di coppia nel momento in cui non si riesce a contenere i conflitti. Può succedere di essere in difficoltà con i comportamenti dei propri bambini o nel periodo in cui i figli affrontano l'adolescenza e iniziano a manifestare cambiamenti che non comprendiamo e che ci sembrano disfunzionali. I conflitti che non hanno contenimento distruggono la relazione e spesso traumatizzano i figli. L'adolescente che ruba, adotta comportamenti che mettono a rischio la vita o fa uso continuativo di sostanze stupefacenti, spesso sono modi per esprimere il disagio che provano interiormente. Questo impedisce di costruire altro e i pensieri, sentimenti, sensazioni, intuizioni, bisogni, motivazioni divengono disfunzionali e influiscono perversamente sulla vita quotidiana. La psicoanalisi è un processo fatto di passi, che chiunque può seguire.[4] Il segreto è che non ci sono segreti. Ogni passo può essere compreso e avere un senso, anche se questo può rivelarsi solo a posteriori e con il tempo. Ci si può trovare a volte in territori poco familiari e dove ci si assume un ruolo attivo nel mettere alla prova le proprie idee e quelle rilevate dallo psicologo analista. Un'interpretazione o un suggerimento sono giusti, da ambo le parti, in relazione a ciò che fa emergere e comprendere. La psicoanalisi è un dialogo che avviene tra due persone che sono coinvolte in relazione significativa e trasformativa non solo sul piano della coscienza, ma soprattutto attraverso l'intreccio degli inconsci. L'idea di una causalità lineare, ossia che gli eventi procedano linearmente in una catena dove A causa B, B causa C, C causa D e così via ha influenzato il pensiero scientifico e fino a un certo punto si è dimostrato estremamente proficuo. Esso ha consentito all'umanità uno sviluppo tecnologico e il miglioramento delle sue condizioni.

Uroboro[Il serpente Ouroboros riprodotto nel 1478 da Theodoros Pelecanos sulla base
di un manoscritto perduto di Sinesio (370-413 d.C.)]

Tuttavia, è importante comprendere nello studio dei sistemi complessi, come quelli dell'uomo, che la causalità lineare è un limite. Tali sistemi hanno la caratteristica di essere ricorsivi, ossia un certo elemento A può causare un effetto su B, e B può a sua volta averne su A. Oppure A può avere un effetto su se stesso. Per trasformare atteggiamenti e convinzioni di un sistema complesso quale certamente è la mente umana, si rende talvolta necessario utilizzare logiche non ordinarie, non-lineari che necessitano la comprensione della complessità[5] che possono trovare un valido contributo negli studi del caos [Joseph-Louis Lagrange e Henri Poincaré], nel principio di indeterminazione [Werner Karl Heisenberg] e che a loro volta si ritrovano nell’accoglimento del dubbio, dei sogni[6], dell'immaginazione attiva e di tutte quelle attività mentali che si scostano da ciò che solo apparentemente e razionale.[7] Nell'affrontare questa complessa dimensione, un particolare contributo lo troviamo nella Psicologia Analitica di Carl Gustav Jung.


[1] Michael J. Lambert, David A. Vermeersch, 2002, Effectiveness of Psychotherapy. Elsevier Encyclopedia of Psychotherapy, pag.709-714, Elsevier Science, USA;
[2] Anna Ferrari, 2006, Dizionario di mitologia, Unione Tipografico Editrice Torinese;
[3] Aldo Carotenuto, 1991, Trattato di psicologia della personalità e delle differenze individuali, Cortina Raffaello;
[4] AA VV, I modelli della psicoanalisi. Un metodo per descrivere e confrontare gli approcci psicoanalitici, 2009, Astrolabio Ubaldini;
[5] a cura di Gianluca Bocchi, Mauro Ceruti, 1985, La sfida della complessità, Feltrinelli Editore;
[6] Carl Gustav Jung, 1916-1948, Considerazioni sulla psicologia del sogno, Bollati Boringhieri;
[7] a cura di Antonio Sparzani, Anna Panepucci, 2016, Jung e Pauli. Il carteggio originale: l'incontro tra psiche e materia, Moretti Vitali Editore.