Psicologo, Psicoterapeuta, Analista a Torino
«E il fuoco e la rosa sono tutt’uno.»
(Thomas Stearns Eliot, Little Gidding, in Four Quartets, 1942)
Ricevo in presenza a Torino e Chieri e online per tutta Italia. Le aree di cura e la formazione contribuiscono a capire l'aiuto che può dare un percorso personale.
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Il primo colloquio orientativo
Andare dallo psicologo psicoterapeuta e in particolare dallo psicologo analista non significa prendersi un impegno senza fine. Questo può scoraggiare chi avrebbe bisogno di una cura e magari rinunciarvi per paura di non potersela permettere economicamente, ma pensare solo in termini di tempo e di costo è fuorviante.
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Trovarsi bene con il proprio psicologo analista è importante, altrettanto riuscire a costruire un rapporto di fiducia e conseguentemente una buona relazione terapeutica. Non è necessario sentirsi in ogni momento a proprio agio durante le sedute. L'obiettivo del trattamento è riscoprire, attraverso la propria voce e le proprie attitudini, anche quelle meno sperimentate, le energie psichiche che ci appartengono, per raggiungere una possibile trasformazione.
La relazione è terapeutica
Il criterio più importante nella scelta dello psicologo analista è se il processo terapeutico riesce a trasmettere complessivamente buone “sensazioni”. All’inizio può essere utile concordare un termine di quattro o cinque sedute per decidere come e se proseguire il percorso.
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La ricerca scientifica ha mostrato che circa l’80% delle persone che si rivolgono alla psicoanalisi e alla psicoterapia per problemi personali, familiari, lavorativi ed esistenziali ottiene un sollievo significativo e duraturo. [1] Lo psicologo analista costruisce una relazione significativa ed emotivamente vitale, fondata su esperienza umana, formazione teorica e capacità di contenimento emotivo, mettendo tali competenze al servizio delle necessità del paziente (Ananke) [2].
La trasformazione, non il consiglio
Un percorso analitico non è “fare quattro chiacchiere”. Non è dare consigli. Non è soltanto attenzione positiva e incondizionata. Anche se il sostegno è importante, questo non coincide con la psicoterapia. Se il lavoro analitico non producesse mai un minimo disagio, difficilmente si attiverebbe una trasformazione.
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Le difficoltà che portano a intraprendere un percorso psicoterapeutico possono riguardare comportamenti, emozioni, pensieri e sensazioni vissuti come frustranti o soverchianti. Ansia, depressione, sentimenti di inadeguatezza, relazioni dolorose, dipendenze, sintomi ossessivi o attacchi di panico sono spesso manifestazioni di conflitti che non trovano contenimento. La psicoanalisi è un processo graduale, fatto di passi comprensibili, che assumono significato anche solo a posteriori. [3] [4]
Senza complessità non c'è cura
Nei sistemi complessi, come la mente umana, la causalità lineare è un limite. Gli eventi sono spesso ricorsivi: un elemento può influenzarne un altro e, a sua volta, esserne influenzato.
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La comprensione della complessità richiede logiche non lineari, che trovano riscontro negli studi del caos, nel principio di indeterminazione e nell’accoglimento del dubbio. [5] Questo approccio è centrale nella Psicologia Analitica di Carl Gustav Jung [6].