Benvenuta e Benvenuto, 13 marzo 2026

Psicologo, Psicoterapeuta, Analista a Torino

«E il fuoco e la rosa sono tutt’uno.»
(Thomas Stearns Eliot, Little Gidding, in Four Quartets, 1942)

Ricevo in presenza a Torino e Chieri e online per tutta Italia. Le aree di cura e la formazione contribuiscono a capire l'aiuto che può dare un percorso personale.

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Il primo colloquio orientativo

Andare dallo psicologo psicoterapeuta e in particolare dallo psicologo analista non significa prendersi un impegno senza fine. Questo può scoraggiare chi avrebbe bisogno di una cura e magari rinunciarvi per paura di non potersela permettere economicamente, ma pensare solo in termini di tempo e di costo è fuorviante.

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Trovarsi bene con il proprio psicologo analista è importante, altrettanto riuscire a costruire un rapporto di fiducia e conseguentemente una buona relazione terapeutica. Non è necessario sentirsi in ogni momento a proprio agio durante le sedute. L'obiettivo del trattamento è riscoprire, attraverso la propria voce e le proprie attitudini, anche quelle meno sperimentate, le energie psichiche che ci appartengono, per raggiungere una possibile trasformazione.

Studio di Psicoterapia a Torino

La relazione è terapeutica

Il criterio più importante nella scelta dello psicologo analista è se il processo terapeutico riesce a trasmettere complessivamente buone “sensazioni”. All’inizio può essere utile concordare un termine di quattro o cinque sedute per decidere come e se proseguire il percorso.

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La ricerca scientifica ha mostrato che circa l’80% delle persone che si rivolgono alla psicoanalisi e alla psicoterapia per problemi personali, familiari, lavorativi ed esistenziali ottiene un sollievo significativo e duraturo. [1] Lo psicologo analista costruisce una relazione significativa ed emotivamente vitale, fondata su esperienza umana, formazione teorica e capacità di contenimento emotivo, mettendo tali competenze al servizio delle necessità del paziente (Ananke) [2].

Maurits Cornelis Escher – Vincolo di Unione
Vincolo di Unione (1956) – M. C. Escher

La trasformazione, non il consiglio

Un percorso analitico non è “fare quattro chiacchiere”. Non è dare consigli. Non è soltanto attenzione positiva e incondizionata. Anche se il sostegno è importante, questo non coincide con la psicoterapia. Se il lavoro analitico non producesse mai un minimo disagio, difficilmente si attiverebbe una trasformazione.

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Le difficoltà che portano a intraprendere un percorso psicoterapeutico possono riguardare comportamenti, emozioni, pensieri e sensazioni vissuti come frustranti o soverchianti. Ansia, depressione, sentimenti di inadeguatezza, relazioni dolorose, dipendenze, sintomi ossessivi o attacchi di panico sono spesso manifestazioni di conflitti che non trovano contenimento. La psicoanalisi è un processo graduale, fatto di passi comprensibili, che assumono significato anche solo a posteriori. [3] [4]

Simbolo dell’Ouroboros
Ouroboros – simbolo di trasformazione e ricorsività

Senza complessità non c'è cura

Nei sistemi complessi, come la mente umana, la causalità lineare è un limite. Gli eventi sono spesso ricorsivi: un elemento può influenzarne un altro e, a sua volta, esserne influenzato.

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La comprensione della complessità richiede logiche non lineari, che trovano riscontro negli studi del caos, nel principio di indeterminazione e nell’accoglimento del dubbio. [5] Questo approccio è centrale nella Psicologia Analitica di Carl Gustav Jung [6].


Bibliografia essenziale

Apri bibliografia [1]Lambert M.J., Vermeersch D.A., 2002, Effectiveness of Psychotherapy, Elsevier.

[2] Ferrari A., 2006, Dizionario di mitologia, UTET.

[3] Carotenuto A., 1991, Trattato di psicologia della personalità, Cortina.

[4] AA.VV., 2009, I modelli della psicoanalisi, Astrolabio.

[5] Bocchi G., Ceruti M., 1985, La sfida della complessità, Feltrinelli.

[6] Jung C.G., 1916–1948, Considerazioni sulla psicologia del sogno.