Sabato, 25 Settembre 2021

 

 

Psicologia Analitica

Carl Gustav Jung in tal modo definì la sua teoria psicologica quando si separò da Sigmund Freud.

  Liber Novus

 [Immagine tratta dal Libro Rosso di Carl Gustav Jung]

Tale teoria, assai complessa, presuppone l'esistenza, oltre che di un inconscio individuale, anche di un inconscio collettivo [1], con le sue immagini primordiali o forme archetipiche della psiche umana, di cui il simbolo è la formulazione migliore di un aspetto essenziale dell'inconscio che necessita di essere integrato alla coscienza. Quanto più universalmente questo aspetto è diffuso tanto più universale è anche l'azione del simbolo, poiché fa vibrare una corda affine in ciascuno.

Per Carl Gustav Jung i simboli [2] sono i contenuti fondamentali della psiche umana, immagini di fenomeni dell'esistenza, quali la maschilità, la paternità, la femminilità, la maternità, l'infanzia, la crescita, l'amore, la morte. Ciò che il pensiero presenta in termini astratti, è raffigurato dall'inconscio per via di immagini concrete. Nell'immagine simbolica è contenuto sempre qualcosa di più di quanto non sia traducibile in termini razionali. 

Nel pensiero di Carl Gustav Jung la libido è l'energia che sostiene la vita psichica, essa coincide con l'energia vitale. La libido nella psicologia analitica comprende sia la sessualità sia i bisogni e gli affetti. La libido è una continua pulsione di vita, una volontà di esistenza che, attraverso la conservazione dell’individuo, tende ad assicurare la conservazione della specie. Il processo vitale viene percepito soggettivamente come aspirazione e desiderio, spirito vitale, energia psichica.

Gli individui, secondo la psicologia analitica, si possono distinguere in base a una tipologia che si esprime attraverso quattro funzioni fondamentali: pensierointuizionesentimento e sensazione [3]. La personalità in questo modo si compone di molteplici fattori o livelli. I più superficiali sono la maschera e la persona, che ne rappresentano gli aspetti coscienti ed esteriori. Gli elementi respinti e rimossi dalla personalità costituiscono l'Ombra, mentre la totalità psichica è il . Le rappresentazioni psicodinamiche del sesso opposto sono rispettivamente, nell'uomo l'Anima e nella donna l'Animus.

La psiche è concepita da Carl Gustav Jung come sistema di autoregolazione e la sua attività consiste in una continua dialettica di opposti. L'urgenza del simbolo [4], ancora ci ricorda Carl Gustav Jung, chiede alla coscienza di comprenderlo, chiede che le differenze tra la coscienza e l'inconscio confluiscano in una soluzione, che viene offerta all’individuo per aiutarlo nelle sue scelte. “Ma quando ciò non avviene, il processo d'Individuazione continua, con la differenza che ne diventiamo le vittime e che veniamo trascinati verso quella meta inevitabile che avremo potuto raggiungere invece con i nostri stessi mezzi, sol che avessimo di tanto in tanto consacrato un po’ di fatica e pazienza al tentativo di comprendere i numina della via del destino”.

Proprio attraverso l’individuazione, cioè la perpetua interazione tra l’Io e il , si manifesta il senso individuale di ogni esistenza. In questo modo la psicologia analitica o del profondo potrà continuare ad aiutarci a pensare e immaginare le trasformazioni che aiutano la cura dell'Anima e che rispondano alle sfide epocali che attendono l’uomo.

Le nevrosi dipendono, secondo queste vedute, da un disquilibrio tra forze contrarie. Il processo di guarigione psichica è dunque l'integrazione del .

Diversa da quella psicanalitica è naturalmente la tecnica esplorativa e psicoterapica.


[1] Henri F. Ellenberger, 1970, La scoperta dell'inconscio. Storia della psichiatria dinamica, Tr. It. 1976, Bollati Boringhieri;

[2] Jolande Jacobi, 1942, La psicologia di C.G. Jung, Tr. It. 1971, Bollati Boringhieri;

[3] a cura di Joseph Cambray e Linda Carter, 2004, Psicologia Analitica, prospettive contemporaneee di analisi junghiana, Tr. It. 2010, Giovanni Fioriti Editore;

[4] a cura di Carl Gustav Jung e Marie-Louise von Franz, 1964, L'uomo e i suoi simboli , Tr. It. 1967, 2009, Raffaello Cortina Editore.